Scuola, studentessa bendata a Verona: «Mi sono sentita umiliata» Εκτύπωση
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Τρίτη, 13 Απρίλιος 2021 16:20

Scuola, studentessa bendata a Verona: «Mi sono sentita umiliata» -  CorrieredelVeneto.it

Coperti gli occhi ad altri due alunni, solidarietà dei prof all’insegnante di tedesco. Interrogazione al ministro. L’Ufficio scolastico: eccesso di zelo, comportamento discutibile

Il web esplode di indignazione, l’Ufficio scolastico regionale indaga, si annunciano interrogazioni al ministro Bianchi, interviene la sottosegretaria all’Istruzione ma a scuola docenti e anche molti genitori solidarizzano con l’insegnante. La notizia della studentessa fatta bendare durante un’interrogazione di tedesco, in un liceo del centro storico di Verona è diventata un caso, con tanto di messaggi di solidarietà che arrivano da altri istituti. Il caso risale a giovedì scorso ed è stato immortalato con uno screen durante la lezione a distanza. A fine lezione la studentessa, 15 anni, si sarebbe confidata con alcuni compagni manifestando disagio. «Mi sono sentita umiliata, mi hanno accusato di imbrogliare». A distanza di alcuni giorni, però, emerge il fatto che almeno altre due persone, nel corso della stessa interrogazione, hanno subito lo stesso trattamento. Un «modus operandi»? La convinzione di alcuni genitori della classe è che ci fosse il «legittimo sospetto» che gli studenti potessero barare in qualche modo e che, di conseguenza, fosse necessario prendere provvedimenti.

Gli studenti

Il clima, a scuola, resta caldo, le associazioni studentesche promettono nuove manifestazioni, dopo quella di mercoledì, proprio contro la Dad e alcune metodologie adottate nel corso della didattica a distanza. La direzione scolastica sta verificando l’accaduto, tuttavia non ci sarebbero iniziative legali da parte della famiglia, intenzionata a chiudere la questione con il dialogo. Ma nelle ultime ore stanno piovendo le reazioni. Già informato l’Ufficio scolastico territoriale di Verona, così come quello regionale. «In questo momento — spiega il direttore generale dell’ufficio scolastico del Veneto —non possiamo esprimere giudizi su un episodio che pare un eccesso di zelo che ha portato a un comportamento discutibile, scaturito dalla difficoltà a gestire in Dad la situazione delle verifiche».

La politica

Barbara Floridia (M5S), sottosegretario all’Istruzione, ha ribadito che «la scuola è una comunità educante nella quale l’obiettivo comune è educare, cioè far crescere in maniera equilibrata i giovani che ne fanno parte favorendone la maturazione e la formazione umana e personale. La cultura del sospetto non rientra tra gli obiettivi della scuola: il gesto della professoressa mi sembra eccessivo ed inopportuno. Abbraccio la studentessa e le invio la mia solidarietà». Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, annuncia, però, la richiesta di spiegazioni al ministro: «Nelle prossime ore presenteremo un’interrogazione parlamentare al ministro Bianchi affinché l’ufficio scolastico regionale del Veneto provveda a tutte le verifiche del caso e ad assumere immediati e severi provvedimenti verso la responsabile di questo grottesco episodio». E l’Unione degli studenti, condanna quanto accaduto definendolo «inaccettabile. «Fa riflettere — afferma il portavoce nazionale Luca Redolfi — come nell’attuale sistema d’istruzione ci si concentri più sul vedere come e quanto gli studenti copino, e non su quanto apprendano e se abbiano una coscienza critica. Il problema è il nostro sistema scolastico che valorizza i voti più di quanto gli studenti valorizzano lo studio».

https://corrieredelveneto.corriere.it/verona/cronaca/21_aprile_12/scuola-studentessa-bendata-verona-mi-sono-sentita-umiliata-b7458304-9b8e-11eb-904a-f03018719e96.shtml