Studenti frastornati «Dopo tanta Dad anche gli esami fanno più paura» Εκτύπωση
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Δευτέρα, 12 Απρίλιος 2021 16:11

Studenti frastornati «Dopo tanta Dad anche gli esami fanno più paura» - La  Provincia Pavese Pavia

In piazza della Vittoria a Pavia presidio in vista del rientro «Livelli di apprendimento scarsi e problemi psicologici»

PAVIA

«Abbiamo paura degli esami, non ci sentiamo preparati dopo tutti questi mesi di didattica a distanza», così gli studenti degli istituti superiori ieri pomeriggio in piazza della Vittoria. Il Covid ha scoperchiato il vaso di Pandora mettendo in luce tutte le gravi carenze del sistema scolastico. I ragazzi del collettivo Sos Studenti sono scesi in piazza con l’hashtag #prioritàallascuola per spiegare cosa sta accadendo ormai da un anno a questa parte a chi frequenta gli istituti superiori.


«CONTINUI CONTRORDINI»

Un continuo cambiamento fra aperture e chiusure che ormai va avanti dal marzo 2020 lasciando molta incertezza. Non è un caso che la manifestazione si sia tenuta poco prima del ritorno in classe previsto per domani; la volontà è quella di non fare più lezione da casa. Spesso si parla delle difficoltà della didattica a distanza, ma solo a livello di apprendimento; in realtà c'è un tema poco dibattuto, spiegano, ovvero l'aspetto psicologico che comprende l’approccio allo studio. Quello che in fondo ieri i ragazzi hanno voluto testimoniare è la gravità di una situazione sottaciuta: impreparazione, depressione e progressivo allontanamento dall’ambito di studio. In effetti parlando con alcuni di loro emergono storie ai limiti dell'assurdo: c'è chi viene interrogato poco prima di cena, chi vede i propri compagni farsi vivi a lezione una volta a settimana e chi deve affrontare l'esame di maturità col terrore di non superarlo per poi provare a superare il test di ammissione universitario con lo stesso grado di insicurezza. Quest’ultimo è il caso di Alessandra, studentessa al quinto anno del liceo Cairoli, che rispecchia le angosce dei coetanei: «Non so cosa succederà all’esame di maturità – spiega –, per fortuna quest’anno l’esame sarà solo orale, ma poi voglio frequentare l’università e mi sto chiedendo con quale preparazione posso approcciarmi al test di ammissione. Accadono ormai cose fuori dall’ordinario, mio fratello una sera è stato interrogato alle 19.30 mentre era pronta la cena». Portavoce del collettivo è Simone Ficicchia, studente del Cairoli, che sposta il tiro su un piano più istituzionale: «Il problema di questi rientri a scuola scriteriati è che non c’è una garanzia di durata. Avevamo ripreso il 25 gennaio per poi rimanere a casa il 4 marzo, ora ricominciamo. Almeno le quinte devono arrivare alla fine dell'anno in presenza». Gli esami rappresentano il convitato di pietra; uno scoglio toccato a tutti che in queste condizioni assume un significato ancora più particolare. «I professori fanno il possibile per aiutarci – racconta Arianna Zizzi del Cairoli –, ma sia noi che loro non siamo sicuri di niente perché le informazioni su giugno ci arrivano scaglionate. La distanza ci sta creando un handicap, tra i miei compagni di scuola c’è qualcuno che non si presenta per una settimana, altri dicono di aver problemi al microfono e non si sentono più per giorni». Quello del progressivo allontanamento è un problema che sta emergendo sempre più, conferma Luca Losio del Copernico: «Ci sono ragazzi che spengono la videocamera e microfono; a volte queste vengono segnate come assenze, ma è chiaro che la situazione aumenta solo il distacco con i professori che fanno quel che possono». La difficoltà tecnica di una lezione a distanza sembra quindi solo la punta dell’iceberg: tra insicurezza e paura ci sono troppi ragazzi che perdono ogni stimolo. —

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