GRECIA, AL VIA LE CONSULTAZIONI PER FORMARE IL NUOVO GOVERNO Εκτύπωση
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Συντάχθηκε απο τον/την 'Αννα Ειρήνη   
Δευτέρα, 07 Μάιος 2012 12:40

corriere.it

Alle 15 il presidente Karolos Papoulias dà l'incarico a Samaras, leader di Nuova Democrazia. Il nodo del prestito

MILANO - Crollo in apertura per la Borsa di Atene, giù del 7,6%, all'indomani del risultato elettorale che ha visto la bocciatura dei due principali partiti del Paese, fautori della politica di austerità voluta dall'Unione europea, e la salita della sinistra radicale e dei neonazisti.

Samaras abbraccia una sostenitrice (Afp)Samaras abbraccia una sostenitrice (Afp)
INCARICO - Intanto oggi cominceranno le consultazioni per formare il nuovo esecutivo. Alle 15 (le 14 italiane) il presidente Karolos Papoulias darà l'incarico a Antonis Samaras, leader dei conservatori di Nuova Democrazia (centrodestra), primo partito con il 18,9% che ha diritto al premio di maggioranza e a 108 dei 300 seggi in Parlamento. Samaras ha detto di voler puntare su un «governo di salvezza nazionale» che mantenga la Grecia in Europa e prosegua con la politica di austerità, ma i numeri rendono difficile questa opzione. I socialisti del Pasok, arrivati terzi con un umiliante 13,2% (nel 2009 avevano superato il 43%, con 160 seggi), sono disponibili a un'alleanza, ma dispongono solo di 41 deputati. Insieme i due partiti arrivano a 149 seggi e avranno bisogno di allearsi con una terza forza. Secondo la legge greca, Nuova Democrazia avrà tre giorni di tempo per cercare possibili partner; se fallirà, l'incarico passerà per altri tre giorni al secondo arrivato, ovvero la coalizione della Sinistra Radicale (Syriza) di Alexis Tsipras che ha ottenuto il 16,76% (52 seggi) e vuole formare una coalizione di partiti contrari al prestito internazionale. Sarà possibile un terzo tentativo di altri tre giorni affidato al Pasok, ma se fallirà ancora il presidente dovrà convocare nuove elezioni.

La Grecia al voto La Grecia al voto    La Grecia al voto    La Grecia al voto    La Grecia al voto    La Grecia al voto

IL NODO DEL PRESTITO - Deciso a rimanere in Europa, Samaras ha tuttavia dichiarato di voler rinegoziare alcuni termini del prestito internazionale in modo da favorire la crescita. Non è chiaro se questo basterà a convincere un terzo partito a partecipare a una coalizione di governo. Al quarto posto, con il 10,6% si è piazzato Greci indipendenti, un partito di destra nato proprio per opporsi al prestito internazionale. Seguono i comunisti del Kke con l'8,47%, da sempre in prima fila contro le misure di austerità, e il partito neonazista Alba Dorata (che si definisce nazionalista e patriottico), che per la prima volta entra in Parlamento, con il 7% (21 seggi, nel 2009 era allo 0,29%). Ultimo partito entrato in Parlamento è la Sinistra Democratica (Dimar) di Fotis Kouvelis, con il 6,1%. Europeista, Kouvelis potrebbe essere il terzo partner di una coalizione. Ma il leader di Dimar, che in campagna elettorale chiedeva una revisione delle condizioni del prestito, afferma di non voler collaborare con Nuova Democrazia e Pasok.
Grecia: crollano i partiti pro-austerity

PAPANDREOU - «Serve un New Deal per l'Europa, altrimenti sarà la fine. L'Europa del futuro o sarà solidale o non sarà». Ne è convinto l'ex premier George Papandreou, che in un'intervista alla Stampa ricorda come già tre anni fa aveva chiesto all'Europa di unire all'austerità politiche per la crescita ed eurobond. «Bruxelles mi ha ignorato, e ora siamo al disastro». Per l'ex leader del Pasok, comunque, il voto greco («il più importante dal 1074») non va letto come pro o contro l'Europa: «È un voto pro o contro l'austerità, è un voto che riflette la sofferenza di un popolo per le dure misure».

STAMPA - All'indomani delle più cruciali elezioni degli ultimi 40 anni, tutti i giornali ellenici titolano le prime pagine puntando sull'ingovernabilità che - con il frazionamento dei partiti e del prossimo Parlamento - rischia di far deragliare il programma di risanamento economico concordato con i creditori internazionali. «Incubo di ingovernabilità» è il titolo secco di Ta Nea (di centrosinistra) che parla di «nuove elezioni». Ethnos (pure di centrosinistra) titola invece «un voto di rabbia ribalta lo scenario politico». Anche per Kathimerini (centrodestra) si va «in cerca di governo». Per Kerdos (economico) i greci hanno dato un «forte messaggio elettorale». «Scenario ingovernabilità» è il titolo di Imerisia (economico) secondo cui «il Paese rimane sospeso». Rizospastis (organo del partito comunista Kke) si dichiara «da oggi in prima linea nella lotta contro la nuova tempesta anti-operaia».

Redazione Online7 maggio 2012

 

Τελευταία Ενημέρωση στις Δευτέρα, 07 Μάιος 2012 12:49