Non solo Santa Claus: tra botte e patate marce per i bimbi monelli, ecco tutti i miti negativi del Natale Εκτύπωση
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Κυριακή, 01 Δεκέμβριος 2019 10:30

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A cura di Monia Sangermano

Frustate, botte o addirittura un coltello per aprire la pancia di chi si è comportato male: ecco quali sono tutti i miti negativi del Natale diffusi da secoli in tutto il mondo

Babbo Natale è uno dei personaggi più amati da grandi e piccini. Il suo legame con il Natale, con i doni, con la magia invernale, lo rende uno dei miti positivi più belli di sempre: non è da tutti, infatti, riuscire in una notte sola a volare in lungo e in largo per tutta la Terra e portare doni ai bambini di ogni paese. Lui, insieme alla Befana, sono uno dei ricordi più felici dell’infanzia di molti in tutto il mondo. Ma tra i miti collegati al Natale non esiste solo Babbo Natale, e soprattutto questi miti non sono sempre positivi. Santa Claus, infatti, ha dei rivali, una sorta di anti-eroi il cui compito è agli antipodi di quello dell’omone buono vestito di rosso che viaggia a bordo di una slitta. Ma vediamo quali sono quelli più noti e più conosciuti.

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Il mito di Belsnickel è nato in Europa durante il Medioevo, questo ambiguo personaggio lascia giocattoli e dolciumi a tutti i bambini che si sono comportati bene durante l’anno, ma frusta i bambini monelli! A differenza di Babbo Natale, Belsnickel preferisce annunciarsi prima di entrare in una casa e non arriva di nascosto: bussa alle porte e alle finestre in modo che i bambini possano vederlo. Viene descritto come una persona magra, che indossa indumenti di pelliccia con dei campanelli attaccati e una maschera con una lunga lingua. È in genere molto lacero e spettinato. Indossa abiti strappati, laceri e sporchi, e porta in mano una sorta di frusta con cui battere i bambini cattivi, ma anche le tasche piene di dolci, caramelle e noci per i bambini buoni. Per i popoli nordici Belsnickel rappresenta un Natale pieno di botte e pelliccia, ed è una figura di spicco nel folklore della regione del Palatinato nel sud-ovest della Germania lungo il Reno, il Saarland e l’area Odenwald del Baden-Württemberg. Anche negli Stati Uniti la figura di questo antieroe natalizio è conservata, in particolare nelle comunità olandesi della Pennsylvania. Belsnickel è ‘imparentato’ con altri compagni di San Nicola nel folklore dell’Europa di lingua tedesca. Potrebbe essere stato basato su un altro mito tedesco più antico, Knecht Ruprecht, un servitore di

 

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Krampus è una sorta di demone, la cui figura si è diffusa anche in Italia, e in particolare in Trentino e Friuli. Si presenta da solo o in gruppo, ed è un personaggio ‘adottato’ anche dalla tradizione di Halloween: si tratta di un malvagio e terrificante compagno di Babbo Natale, nato Austria e Germania. Il nome Krampus deriva dalla parola tedesca “krampen“, che si traduce in “artiglio“. La leggenda di questa bestia dalle lunghe corna, pelosa e e dall’aspetto ‘caprino’ con una lunga coda e una lingua biforcuta ha terrorizzato i bambini per secoli. Non si sa con precisione quando sia nata la sua leggenda, ma è quasi certo che abbia avuto origine nell’odierna Germania, molto prima dell’avvento del Cristianesimo. La notte di Krampus, è quella tra il 5 e il 6 dicembre, proprio come San Nicola. I bambini, in Germania, sono tutt’oggi attenti a non attirare la sua attenzione. Nelle zone di lingua tedesca, i Krampus sono dei diavoli che accompagnano la figura folcloristica di San Nicola da Bari nella tradizionale sfilata lungo le strade del paese. Si tratta di una tradizione legata alla mitologia cristiana, e in particolare al vescovo San Nicolò e ai suoi servitori denominati Krampus. Proprio Krampus, è il demonio sconfitto dal santo e dunque costretto a servirlo.

 

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Sinterklaas è una figura leggendaria basata su San Nicola , patrono dei bambini. Tra gli altri suoi nomi figurano De Sint (“Il santo”), De Goede Sint (“Il buon santo”) e De Goedheiligman (“Il buon santo uomo”) in olandese; Saint Nicolas in francese; Sinteklaas nella Frisia occidentale; Sinterklaos a Limburgs; Saint-Nikloi nel fiammingo occidentale; e KleeschenZinniklos in lussemburghese. La festa di Sinterklaas celebra il giorno del nome di San Nicola il 6 dicembre. La festa viene celebrata ogni anno con la consegna di doni alla vigilia di San Nicola (5 dicembre) nei Paesi Bassi e la mattina del 6 dicembre, giorno di San Nicola, in Belgio, Lussemburgo e Francia settentrionale (Fiandre francesi, Lorena e Artois). La tradizione è celebrata anche nei territori dell’ex impero olandese, tra cui Curaçao e Suriname. Sinterklaas è, senza alcun dubbio, la fonte primaria dell’icona natalizia popolare di Babbo Natale. La versione olandese di Babbo Natale è molto più simile a Sintrklass che a Santa Claus. Sinterklaas, che assomiglia per alcuni tratti al Papa per via del cappello che ricorda una tiara, insieme al suo cavallo bianco e al suo aiutante Zwarte Piet, arriva in barca prima di unirsi alla parata annuale a lui dedicata in Olanda. Il giorno a lui dedicato è il 6 dicembre: assieme a Zwarte Piet viaggia da un tetto all’altro alla ricerca di bambini che sono stati bravi tutto l’anno e per ricompensarli con caramelle e regali. I bambini lasciano le carote o l’avena con le loro scarpe di legno per Sinterklaas e il suo cavallo. Il mattino dopo al risveglio trovano, se sono stati buoni, i doni e le poesie divertenti lasciate da Sinterklaas come ricompensa.

 

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Perchta o Berchta era una volta conosciuta come una divinità nelle tradizioni alpine pre-cristiane. Il suo nome significa “La Splendente“. Le parole peraht, berht e brecht significano radioso, luminoso e/o bianco. Perchta è anche chiamata la “Signora delle Bestie”. Era una guardiana del mondo animale e della natura nelle antiche culture cacciatrici Germaniche, probabilmente dalle stesse origini di Holda. Secondo Grimm e Motz, Perchta è una cugina meridionale di Holda, in quanto entrambe si dividono il titolo ed il ruolo di signora delle bestie e compaiono nei dodici giorni compresi tra il Natale e l’Epifania. In alcune descrizioni Perchta ha due forme: può apparire bella e bianca come la neve oppure vecchia ed anziana. In Italia la Perchta è associabile alla Befana.

 

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E’ dunque una sorta di “strega natalizia“, a volte descritta come una bella donna vestita di bianco che, secondo la leggenda, valuta se una persona durante l’anno sia stata troppo pigra o abbia compiuto cattive azioni: in questi casi arriva e apre la pancia del malcapitato con il lungo coltello che nasconde sotto i vestiti, sostituendo gli organi vitali con spazzatura, paglia o rocce. Insieme a lei arriva un seguito di demoni che torturano le persone cattive; allo stesso tempo, però, protegge le brave persone dagli stessi spiriti maligni. Secondo la tradizione visita le case durante i 12 giorni tra Natale ed Epifania per controllare le famiglie e assicurarsi che passino del tempo insieme. Le famiglie spesso le lasciano il porridge come offerta, e se lei ritiene che una persona sia stata gentile e generosa durante tutto l’anno, lei ricambia con una moneta d’argento nelle scarpe.

 


Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2018/12/santa-claus-botte-miti-negativi-natale-bambini-monelli/1191613/#xslpF2AezWkuYUHA.99